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mercoledì 24 novembre 2010

Parla l'Ex Ministro Canadese Paul Hellyer

 
Traduzione del discorso:

Avrei voluto essere di buon umore, ma non lo sono. Stiamo precipitando verso la distruzione del nostro pianeta, e francamente sembriamo fare ben poco di utile per evitarlo. Alcuni decenni fa visitatori da altri pianeti ci misero in guardia sulla direzione da noi intrapresa, e si offrirono per aiutarci.  Però noi, o almeno alcuni di noi, interpretammo le loro visite come una minaccia, e decidemmo di sparare prima e di porre le domande dopo. L'inevitabile risultato fu che alcuni dei nostri aerei andarono perduti; ma quanti lo furono per rappresaglia e quanti furono il risultato della nostra stupidità è un punto controverso. Loro, i militari, devono essere stati e lo sono ancora, così paranoici da credere che fosse necessario usare la tecnologia dei visitatori per combatterli, invece che accoglierli come partner nello sviluppo nonostante fossero stati in grado di appoggiare alcuni traditori e assisterli in ciò che può essere ben definito come sviluppi diabolici. Stephen (Bassett) ha dichiarato che parlare di UFO è ormai obsoleto e che dovremmo invece parlare di eso-politica. Be' Stephen, io sono d´accordo, in teoria, ma nella realtà abbiamo un problema, considerando che la politica ufficiale USA ribadisce che gli UFO non esistono. Il velo della segretezza deve essere sollevato e adesso, prima che sia troppo tardi. È ironico pensare che gli USA debbano combattere delle guerre mostruosamente dispendiose in Iraq e Afghanistan, apparentemente per portare la democrazia a queste due nazioni, mentre questa stessa democrazia non può più legittimamente essere definita tale, dato che miliardi di dollari vengono spesi in progetti dei quali sia il Congresso sia il Comandante in Capo sono stati deliberatamente tenuti all´oscuro. Quali risultati sono stati raggiunti in sessanta anni di febbrili attività condotte da alcune delle menti più elevate degli Stati Uniti? L´America ha sviluppato veramente dei dischi volanti visualmente indistinguibili dai visitatori, come qualcuno presume? E se così fosse,cosa si propongono di fare con questi oggetti? Un punto ancora più critico: quali progressi sono stati conseguiti nello sviluppo di fonti di energia pulita che possano sostituire i combustibili fossili, salvando così il pianeta dal trasformarsi in un vero e proprio deserto? Chi ha le risposte? Qualcuno le ha, ma apparentemente non lo stanno dicendo né ai segretari della difesa, né ai presidenti, perché essi non posseggono il nulla osta di accesso a queste informazioni. In un episodio riportato dal Dr. Stephen Greer, al Presidente Clinton fu posta la domanda dalla giornalista della Casa Bianca Sarah McClendon sul perché egli non avesse fatto qualcosa per la divulgazione della verità sugli UFO. Clinton replicò:
"Sarah, c´è un governo all´interno del governo ed io non ne ho il controllo".
Ora dovete scusarmi. Il Comandante in Capo, la stessa persona in grado di premere il bottone del detonatore nucleare quindi non ha il diritto di sapere quello che i suoi subordinati stanno facendo? I cittadini degli Stati Uniti, in base alla loro Costituzione, hanno il diritto di sapere. I cittadini del mondo si appellano al diritto di sapere, perché questo riguarda anche i nostri discendenti e le loro esistenze minacciate da un pericolo mortale. È giunto il momento, per il popolo degli Stati Uniti, di lanciare una nuova guerra contro il demonio delle menzogne, dell´inganno e dell´oscurità, e alzare la testa, lottando per la vittoria della verità, della trasparenza, e della luce. Grazie.

giovedì 18 novembre 2010

Strutture artificiali sulla luna: la NASA cosa nasconde

Costruzioni rinvenute sulla Luna che rappresentano probabili cunicoli di entrata per i mezzi volanti extraterrestri
Nel fare delle scoperte inoppugnabili che riguardano l’esistenza di una civiltà sul nostro satellite, ci si domanda se gli scienziati, gli astronomi, anche dilettanti, non si siano accorti di una presenza così vitale e ingombrante, testimoniata senza dubbio da segni inoppugnabili che rappresentano tutto quello che il potere temporale non vorrebbe mai riconoscere né tanto meno divulgare a livello ufficiale. Spesso si dice: se c’è fumo, ci dovrà pur essere dell’arrosto! Da quando sono cominciate le spedizioni lunari, si è avuto poi un altro potente dubbio: perché la NASA e il Governo degli Stati Uniti hanno speso e stanno spendendo centinaia di miliardi di dollari per una semplice e pura curiosità scientifica? Dall’altra parte, l’Unione Sovietica aveva ingaggiato una lotta simile per la conquista dello spazio, soprattutto della Luna, che aveva soltanto uno scopo apparentemente politico e militare. Mi viene logico pensare che doveva esserci qualche cosa in più. Qualche cosa che il popolo non doveva assolutamente sapere ma che il potere doveva fare o conoscere ad ogni costo. Nel documentarmi sulla storia della ricerca lunare, ebbi occasione di leggere uno dei più dettagliati libri sull’argomento. Si trattava di quello scritto da Antonio Ribera, dal titolo “I dischi volanti esistono…?”. In appendice vi compariva una lista delle osservazioni e dei fatti che riguardavano la Luna da far rimanere sconcertati, perché il nostro satellite non è mai stato un mondo morto, come ci hanno fatto conoscere con l’educazione scolastica. Dal XVIII Secolo, in effetti, sono stati segnalati alcuni episodi inverosimili:
  • Il 22 ottobre 1790, Herschel, durante un’eclisse totale di Luna, vide diversi punti brillanti e luminosi, piccoli e rotondi.
  • Il 7 Marzo 1794, il dottor William Wilkins, di Norwich, vide una luce simile ad una stella sulla parte scura del disco lunare; durò 15 minuti ed era visibile ad occhio nudo.
  • Nel 1783,1787 e 1821, Herschel vide luci brillanti sopra la Luna ed intorno ad essa.
  • Il 7 Settembre 1820, molti osservatori francesi videro, durante un’eclisse lunare, strani oggetti che si muovevano in linea retta, come se stessero compiendo movimenti, tipo manovre militari per la loro precisione degli spostamenti e delle evoluzioni.
  • Il 9 Aprile 1867, Thos G. Elger comunicò all’”Astronomical Register” di aver visto fiammeggiare improvvisamente una parte scura della Luna come una stella di settima grandezza. Il fenomeno durò dalle 7,30 della sera fino alle 9,30. Secondo il testimone, non era la prima volta che vedeva luci sulla Luna, ma mai erano state così chiare.
  • 7 Agosto 1869, il prof. Swift di Matton (Illinois), vide durante un’eclisse di Sole alcuni oggetti attraversare la Luna 20 minuti prima della totalità dell’eclisse. In Europa, i professori Hines e Zentmayer comunicarono a Les Mondes di Parigi, di aver visto anch’essi tali oggetti che sembravano viaggiare in linee rette parallele. Il “Journal of the Franklin Institute” registrò un’osservazione identica.
  • 13 Maggio 1870, luci che variavano in numero, secondo gli osservatori inglesi, furono viste sul cratere Platone. Le luci si accendevano e si spegnevano alternativamente.
  • 1874, il signor Lamey, in l’”Annèe Scientifique”, descrive un gran numero di corpi neri attraversare la Luna.
  • 1874, Rankin testimonia di aver osservato punti luminosi durante l’eclisse di Sole.
  • 24 Aprile 1877, il professor Schafarik, di Praga, osservò un oggetto di un bianco accecante che attraversava lentamente il disco lunare e usciva da esso.
  • 20 Febbraio 1877, il signor Trouvelot, dell’”Osservatorio di Meudon” (Parigi) vide nel cratere Eudoxus una sottile linea luminosa, come un filo teso sul cratere.
  • marzo 1877, sull’”Astronomical Register” inglese fu riportato di una luce brillante sopra il disco lunare nel cratere Proclus; lo stesso mese ne apparve un’altra nel cratere Picard.
  • 21 marzo 1877, C. Barrett, astronomo inglese, vide una luce brillante sul cratere Proclus.
  • 21 Marzo 1877, il professor Henry Harrison di New York, vide una luce sulla parte oscura della Luna. Contemporaneamente Frank Dennett dall’Inghilterra, vide un piccolo punto luminoso nel cratere di Bessel.
  • 23 Novembre 1877, il dottor Klein comunicò al quotidiano scientifico francese “L’Astronomie”: “Vidi un triangolo luminoso sul fondo del cratere Platone”. La stessa notte dell’osservazione di Klein, alcuni astronomi statunitensi videro misteriosi punti di luce dirigersi verso Platone da altri crateri lunari, che si disposero a triangolo sopra il cratere Platone.
  • 27 Settembre 1881, oggetto luminoso si muove attraversando la Luna. È stato visto dal dottor Prescott in Arizona, dal dottor Warren E. Davy e da G.O. Scott, sempre in Arizona il 7 Marzo.
  • Tra il 21 Febbraio 1885 e il 19 Dicembre 1919, i fenomeni visti in vari crateri lunari comprendono: fumo rossiccio; un oggetto curvo come uno scudo; una zona nera che diventa bianca; qualcosa come un cavo luminoso nel cratere Aristarco; due luci l’11 Maggio 1885 che ripetono esattamente l’11 Maggio dell’anno seguente macchia nerissima con bordo bianco; macchia nera nel centro del cratere Copernico; oggetto nero come l’inchiostro sul bordo del cratere Aristarco; macchie nerissime sui crateri Lexall e Littrow.
  • 15 Novembre 1899, da Dourite nella Dordogna (Francia), fu vista alle sette del pomeriggio un’enorme “stella” bianca, rossa e azzurra che si muoveva come una cometa vicino alla Luna.
  • 10 Maggio 1902, il colonnello Markwick dal Devon meridionale vide molti oggetti colorati, come piccoli soli, che si muovevano in cielo vicino alla Luna.
  • 26 Novembre 1910, da Besancon fu visto come un imponente razzo partire dalla Luna durante un’eclisse di questa (La Nature-Francia). Nello stesso giorno, il “Journal of the British Association for the Advancement of Science” comunicò che era stata vista una macchia luminosa sopra la Luna durante l’eclisse.
  • 27 Gennaio 1912, F.B. Harris comunicò alla rivista inglese “Popular Astronomy” di aver visto sulla Luna un oggetto scurissimo di circa 250 metri di lunghezza e 150 di larghezza, simile ad un immenso corvo posato.
  • 29 Agosto 1917, oggetto brillante che si muove sopra il disco lunare (Bollettino della Società Astronomica di Francia).
  • 14-21 Giugno 1959, per varie notti consecutive Francesco Almor, illustre membro della “Società Astronomica Aster” di Barcellona, e molti altri suoi colleghi osservarono il passaggio di uno strano oggetto, o meglio un’ombra ellittica sul disco della Luna. La traiettoria dell’oggetto andava da sud a nord e oscillava ogni 15 secondi esatti ricomparendo esattamente ogni 35 minuti. Probabilmente l’oggetto si trovava ad una distanza dalla Luna di circa 2000 Km ed aveva un diametro di circa 35 Km. Ci fu gran sorpresa e meraviglia tra tutti gli studiosi. Così come bruscamente era apparso, allo stesso modo l’oggetto scomparve dopo il 21 Giugno.
Non c’è dubbio, dunque, sul fatto che la Luna sia stata teatro di strani avvenimenti e che probabilmente costituisca già da molto tempo una base d’appoggio per le civiltà extraterrestri. Ma l’episodio più interessante, proposto dagli astronomi, risale all’anno 1954.Proprio in quel periodo la Luna salì sugli onori della stampa quotidiana poiché il noto selenologo H.P. Wilkins, in una trasmissione radiofonica nazionale inglese, ebbe modo di intrattenere gli ascoltatori su vari aspetti del nostro satellite e nell’occasione rivelò la scoperta di un gigantesco ponte “naturale”.  La notizia era abbastanza insolita ma acquistò notevole valore perché il dottor Wilkins era ben noto nel campo scientifico per la sua grande mappa lunare (7,5 metri di diametro) che gli era costata ben 25 anni di lavoro. Questo fatto “marginale” gli diede la notorietà, giacché il dettaglio lunare innescò una serie di rappresentazioni tanto pittoresche quanto immaginose da attribuirgli dimensioni fantastiche e né mancò chi pensò di addossare la sua costruzione ai Seleniti, gli antichi abitatori lunari. Il ponte era stato localizzato sulle rive orientali del “Mare Crisium”, situato presso il bordo occidentale della Luna e ben noto per la sua forma regolare. A metà circa delle sue rive orientali, in prossimità del luminoso cratere Proclus, che diffonde la sua corona di larghi raggi su gran parte del fondo cupo e vellutato del “mare”, si notano due prominenze rocciose che si fronteggiano, che nei piccoli strumenti appaiono rigorosamente simmetriche e che prendono il nome di “Promontorium Olivium” e “Promontorium Lavinium”. Il paesaggio intorno non è molto tormentato. Ad ovest affiorano, dalla coltre scura del “Mare Crisium”, ruderi di un piccolo circolo parzialmente sepolto, “Yerkes”, accompagnato da una bassa scogliera diretta al nord che lo collega ad un piccolo cratere, ma assai profondo, “Yerkes E”. I due promontori non sono nettamente separati: un gruppo di dettagli molto delicati li congiungono ed uno di questi è il ponte. Pochi giorni dopo la Luna Piena, secondo le osservazioni di Wilkins, l’ombra del ponte si proietta nettamente sul tratto scuro ed uniforme che sta tra i promontori e Yerkes. Com’era nata questa scoperta? Wilkins, ai primi di Agosto del 1953, ricevette una lettera da J.J. O’Neill, redattore scientifico del “New York Herald Tribune”, che gli annunciava di aver scoperto il 28 Luglio, per mezzo di un rifrattore di 100 mm, un gigantesco ponte naturale sulle rive del Mare Crisium, collegante due montagne separate da un intervallo di circa due miglia. O’Neill chiedeva conferma della sua scoperta e Wilkins non poté far altro che confermare, nonostante fosse abbastanza scettico inizialmente. Anche l’astronomo P. Moore, coinvolto nella questione, confermò la presenza del ponte. Sta di fatto che Wilkins diede altri dettagli: il ponte era una formazione chiara, lineare, molto sottile, avente un’arcata di circa tre chilometri di lunghezza, aderente ad una formazione ad essa parallela dal lato orientale, che sembrava essere una parte di un anello semidistrutto e che è considerevolmente più alta del “ponte” stesso. L’osservazione del ponte è assai difficoltosa data la brevità d’illuminazione del Sole, che permette di individuare i dettagli ma soprattutto le ombre. Naturalmente non mancarono le critiche alla scoperta e la più bellicosa fu formulata dall’autorevole rivista americana “Sky and Telescope” che cercò proprio di smentire la notizia. Non c’è da meravigliarsi se all’epoca gli americani cercassero di contrastare qualsiasi notizia che potesse far credere nell’esistenza di altre civiltà, anche se la maggior parte di coloro che si espressero sul ponte non dettero certezze assolute. Si limitarono ad affermare che il ponte presentava un interesse eccezionale dal punto di vista selenologico, che sarebbe dovuto sfociare in un enigma riguardante proprio la sua costruzione, da ritenersi essenzialmente d’origine vulcanica.

Certo che questo è un caso significativo, ma non è il solo. Vediamo altre interessanti anomalie:
  • Il 29 Marzo 1939, viene osservato un debole bagliore all’interno del cratere Copernico ed il gruppo di collinette vicino al centro non mostra i soliti contorni ben definiti, ma offuscati come se ci fosse della nebbia.
  • Il 19 Ottobre 1945, ancora Patrick Moore vide due punti luminosi brillare come stelle sulla parete del cratere Darwin, di solito molto scura.
  • Il 20 Giugno 1948, nel cratere Philolaus, verso nord-ovest, Raurn osservò, per oltre 15 minuti, dei bagliori con una tenue colorazione rossastra.
  • Il 2 Agosto 1948, Patrick Moore se ne stava a guardare il “Mare Crisium”, con lo scopo di disegnare una mappa dettagliata, quando si accorse che nel lato occidentale, presso Capo Agarurn, la cosa gli si presentò abbastanza difficile. Con grande stupore notò che la zona era ricoperta da una sostanza luminescente simile a nebbia.
  • Il 28 Ottobre 1963, Barr e Greenacre osservarono tre punti nella zona dei crateri Herodotus e Aristarcus: brilleranno di una luce rosso-arancio per cinque minuti.
  • Il 17 Luglio 1969, in contemporanea con l’Osservatorio di Bochum, gli astronauti Armstrong e Aldrin, a bordo dell’Apollo 11, osservarono un punto luminoso accendersi nella zona del cratere Aristarcus.
Ci sono state poi notizie di cambiamenti topografici del suolo lunare.
Sempre vicino al bordo del “Mare Crisium”, il noto ricercatore Schröeter aveva osservato un cratere di circa 36 Km di diametro, che chiamò “Alhazeen”, mentre al giorno d’oggi si possono notare nient’altro che depressioni mal definite tra due picchi, ma nessuna traccia di “Alhazeen”. Le sorprese però non finiscono qui perché ci sono anche le scomparse di altri crateri. Ad esempio c’è la famosissima storia del cratere “Linneo”. Nel 1788 Schröeter descrisse Linneo come una piccolissima macchia rotonda, luminosa e senza una struttura craterica evidente. Riccioli, nella sua mappa del 1652, lo descrisse però come un riconoscibile cratere di dimensioni apprezzabili. Nel 1824 Lohrmann gli attribuì un diametro di ben 7 Km, mentre J. Schmidt, nel 1843, lo descrisse con un diametro di ben 11 Km e addirittura nel 1866 ne annunciò la sparizione. Nel corso degli anni il diametro di Linneo viene osservato avere 880 metri sino al valore attuale, stimato in circa 1200 metri. Queste continue variazioni hanno certamente creato un nuovo enigma negli studiosi lunari, ma ammontano oramai a più di 1500 i casi del genere che possono essere spiegati con ipotesi non naturali. Il mondo astronomico li ha catalogati col nome di “Fenomeni Lunari Temporanei” (FLT) e si pensa che essi possano essere causati da eruzioni vulcaniche o da semplici fuoriuscite di gas dovute a smottamenti del suolo come conseguenza della forte variazione di temperatura tra le zone in ombra e quelle esposte al sole. Nel Novembre del 1958 l’astronomo sovietico Kozyrev, mentre svolgeva la sua attività presso l’Osservatorio Astrofisico della Crimea, notò che il picco centrale del cratere “Alphonsus” divenne molto lucido e di colore rossastro. Dopo circa due ore il picco assunse un aspetto bianco brillante e poi tornò alla normalità. Attraverso studi comparati, Kozyrev dedusse che si era verificato un fenomeno di vulcanesimo, con espulsione di polveri ed emissione di gas d’origine magmatica. Il tutto corrispondeva a poche centinaia di migliaia di metri cubi. Molti anni più tardi la NASA ammise che la Luna fosse un “pianeta” relativamente morto per quanto riguardava il vulcanesimo attuale. Allora quali spiegazioni si possono dare a questo tipo di evento?
Gli scienziati continuarono a scervellarsi, cercando disperatamente di trovare una spiegazione naturale del FLT. Viene però spontaneo chiedersi se si fosse trattato di un fenomeno naturale, non ancora conosciuto alla nostra scienza. Cerchiamo ora di esporre altri fatti misteriosi tratti da osservazioni lunari, in particolare con l’avvento dell’astronautica. Per arrivare a quest’obiettivo reputo il libro, scritto da George H. Leonard, “Qualcun altro è sulla Luna”, una pietra miliare di sicuro interesse, anche perché l’autore analizza le numerose foto acquisite con le esplorazioni lunari. Inizia la sua ricerca con una scoperta clamorosa: nell’area compresa tra i crateri Bullialdus e Lubinicky vi è una macchina gigante straordinaria, accompagnata da un’incastellatura che ha tutta l’aria di essere un generatore che potrebbe sfruttare l’energia solare o energie a noi sconosciute. Leonard inoltre elenca e discute tutta una serie d’anomalie riscontrate nelle varie foto.
Il 26 Agosto 1966 la sonda americana “Orbiter 1″ scattò una serie di foto sulla faccia nascosta della Luna. In una di queste si evidenziava la presenza di un cratere largo una cinquantina di Km fuso con le pareti di un cratere più piccolo. I crateri in discussione avevano indiscutibilmente la forma di un ottagono.L’autore ha scoperto attività di vaporizzazione e nebulizzazione in prevalenza sulla faccia nascosta della Luna. Un esame più ravvicinato dell’area “Bullialdus-Lubinicky” e di “Tycho”, rivela la presenza di più servomeccanismi a X, di più di un cratere ad imbuto in corso di lavorazione e naturalmente di più segnali a croce sul bordo del cratere. Egli trae, da questi fatti, alcune conclusioni interessanti ed in particolare pensa che crateri di determinate dimensioni e con una forma caratteristica non si siano formati per impatto meteorico, o per fenomeni vulcanici o per altre cause naturali, ma grazie all’attività consapevole ed intelligente dei Seleniti. Precisa, infine, che parte del terreno che presenta il cosiddetto “effetto stagno” non è una reliquia di un remoto passato ma l’effetto dell’azione vaporizzante dei servomeccanismi fatti a X.Con un insieme d’attrezzature aventi un raggio d’azione che supera almeno 40 volte quelle usate sulla Terra, i Seleniti sono impegnati a polverizzare una montagna alta quasi 5800 metri. Di questo fatto Leonard dà spiegazioni dettagliate. Analizzando con molta cura le foto realizzate dalla sonda “Ranger VII”, Leonard si è accorto che il suo impatto lunare (31 Luglio 1964) era avvenuto a circa 350 chilometri dal cratere “”Bullialdus”, guarda caso dove era stata già notata un’imponente apparecchiatura collegata ad un generatore e dove si era registrata un’intensa attività sismica. Una delle foto, che aveva sconcertato gli scienziati della NASA, mostrava sei oggetti costruiti con notevole maestria ed una nuvola di foschia o di vapore che fuoriusciva da una protuberanza a forma di torretta. Leonard ha dedotto subito che la sonda “Ranger VII” fosse stata programmata per individuare proprio questo bersaglio e scoprire così il grande mistero. Ha dichiarato poi che la zona era molto probabilmente un parcheggio per cosmoaerei all’esterno di una delle entrate principali di una città sotterranea. Egli afferma ancora che esaminando più da vicino un determinato tratto di terreno lunare, ha la sensazione di trovarsi davanti a lavori di mimetizzazione, a contraffazioni, ad una messinscena, probabilmente perché i Seleniti non vogliono presentarci la superficie lunare com’è veramente.Lo studio di molte foto lunari lo porta a considerare il fenomeno dei solchi scavati dai massi che sono rotolati lungo il pendio di qualche rilievo. La NASA stessa ha ammesso di non poter dare alcuna spiegazione sulla causa che ha fatto rotolare i massi. Leonard si chiede: ma sono stati proprio quei massi a scavare i solchi? Nel continuare la ricerca egli ha scoperto che nella foto 67-H-1135 l’oggetto più piccolo che vi compare ha lasciato una scia, che è la più lunga di tutte, ed è uscito da un cratere prima di continuare la corsa giù per la collina. E sul masso in questione s’intravede un disegno simmetrico. Un messaggio dei Seleniti?La foto 67-H-758 rappresenta un edificio, un veicolo o una forma di vita.Uno degli enigmi più difficili da spiegare riguarda i raggi bianchi che fuoriescono da molti crateri e si diffondono in tutte le direzioni. Ci sono raggi così larghi che non è possibile distinguerli singolarmente perché formano una massa bianca intorno al cratere; altri sono stretti come linee di gesso. E nessuno sa come si sono formati.I Fenomeni transienti Lunari potrebbero essere prodotti da un’attività industriale che elimina i gas per pompaggio, quindi ci devono essere momenti in cui i termofusori interrompono l’attività e i bagliori si spengono.Leonard è dell’opinione che il cratere “Tycho” sia una zona di notevole interesse: in un’area di circa 1800 ettari vi é un’intensa attività e vi è presenza d’enormi costruzioni.Ci sono poi i “terreni raschiati” visibili all’estremità di alcuni crateri più piccoli. Il terreno raschiato ha sempre forma di un quadrato o di un rettangolo. Nella maggior parte dei casi le aree raschiate e livellate si trovano ad intervalli di 90° intorno al cratere. Sembra abbastanza credibile che questi terreni raschiati e livellati siano il risultato di un’attività intelligente. Forse stanno ad indicare i luoghi dove alcuni oggetti si poserebbero durante i lavori di vaporizzazione del cratere?

Disegno scaturito dalla foto NASA 67-H-327 (“Qualcun altro è sulla Luna” di G. H. Leonard)
La foto 67-H-327 mostra un cratere il cui orlo è indubbiamente a forma d’esagono. Nel punto culminante si trova l’oggetto appollaiato all’interno dell’orlo e sembra una campana subacquea sui trampoli: questo presenta una somiglianza straordinaria con alcuni veicoli terrestri destinati all’allunaggio. La Luna ha una superficie piena di contrassegni assai interessanti. C’è una presenza di geroglifici, di segni o contrassegni dei quali quello che si ripete di più è quello dell’albero della vita. E sempre è chiuso in un cerchio o in un ovale. Sulla Luna si trovano pure segnali o frecce direzionali. L’esempio più significativo si trova sugli altipiani nei pressi del cratere “King”.Sulla Luna è visibile una struttura interessante che assume la forma di una torre esile e slanciata, alta un chilometro e mezzo e forse più. È una delle prove più chiare ed evidenti della presenza d’esseri intelligenti. Le torri sono invariabilmente diritte ed allungate e, cosa ancor più interessante, quando si trovano su un rilievo o su un massiccio montuoso, si trovano sempre nel punto più alto. Si possono così riassumere:
  • Antenne in cima alle montagne
  • Torri collegate da un cavo o da un filamento
  • Torri isolate che si ergono verticalmente dal terreno
  • Strutture anomale:strutture a S che si alzano verso il cielo,torri a zig-zag e parallele
  • Ci sono fenomeni che sfuggono ad una precisa classificazione per la loro eccentricità
Il libro termina con un’affermazione di Sam Wittcomb, ex dipendente della NASA, dopo aver espressamente affermato che gli addetti alle ricerche spaziali non possono assolutamente parlare di quanto sanno sulla Luna e su altre missioni nei vari pianeti:”Nella primavera del 1975 si sono riuniti scienziati provenienti da molti paesi. L’incontro si è svolto in Inghilterra. Volevano parlare con calma degli extraterrestri e delle loro attività. Molti responsabili politici però si sono spaventati. Hanno invitato un fisico del Colorado, un certo Joachim Kuetner, che aveva lavorato al programma lunare e sapeva quello che accade lassù. Aveva notizie di prima mano sulla frenetica attività edilizia e sugli scavi in corso, sulla vaporizzazione dei crateri e sui lavori d’incisione e rifinitura dei rilievi e delle creste dei crateri. Non so esattamente di cosa abbiano parlato. Ma puoi scommettere che sanno benissimo che la Luna non appartiene più al popolo della Terra, se mai lo è stata. La Luna è Loro.”



Fonte: viaggionelmistero.wordpress.com

Agenzia Spaziale Giapponese: Forme di civiltà sulla luna

Abbiamo forse davanti agli occhi la prova che molti aspettavano da tempo. Il filmato infatti che vi presentiamo in anteprima dimostra inequivocabilmente come sulla luna vi siano strutture ed edifici artificiali che si estendono per chilometri su buona parte del lato oscuro del nostro satellite; sembra che da tempo il governo “occulto” abbia attuato alcuni progetti segreti mirati alla costruzione di basi sulla luna portandoli a compimento.Secondo alcune informazioni trapelate da ex agenti NASA e alcuni ricercatori sulla luna vi sarebbero edifici antichi appartenenti alla vecchia civiltà extraterrestre ed alcune strutture “nuove” costruite e finanziate da alcuni enti privati terrestri,forse riconducibili al famigerato governo ombra.
A tal proposito vogliamo ricordare che l”ex scienziato NASA del “Data and Photo Control Department” e del “NASA’s Lunar Receiving Laboratory”, Professor Ken Johnston, ha dichiarato in maniera sensazionale il giorno 30 Ottobre 2007 negli USA che gli astronauti, nel corso di varie missioni lunari, hanno scoperto antiche rovine artificiali e un passato sistema di controllo della gravitazione ignoto. Gli astronauti hanno preso le immagini degli oggetti che hanno trovato ma la NASA ha ordinato a Johnston di distruggerle ma ha rifiutato di farlo. Ha inoltre dichiarato che il Governo USA conosce queste informazioni da circa 40 anni. Le foto di questi artefatti sono stati inseriti in un libro sconvolgente di un altro ex scienziato NASA, Richard Hoagland, “Dark Mission” (Inedito in Italia). Johnston ha dichiarato che “non ha nulla da perdere con la Nasa” e che quello che dice è una scomoda realtà. Nel libro di Hoagland si afferma inoltre che nel 1963 il presidente USA, Jonh F. Kennedy aveva in procinto di effettuare un discorso alle Nazioni Unite, nel quale si doveva parlava di Cooperazione militare e scientifica con Mosca, con una missione congiunta sulla Luna. Scopo primario condividere tecnologia extraterrestre. Questo video porta alla ribalta il palese coinvolgimento dell’ Ente Spaziale JAXA (Ente Spaziale Giapponese) con la NASA finalizzato ad ingannare il pubblico con la manipolazione e la censura di alcuni filmati originali girati durante le missioni spaziali.Nello specifico noteremo inizialmente che le immagini possiedono un elevata quantità di luce bianca e poco contrasto in modo da offuscare la nostra reale percezione visiva. Ho preso il filmato originale e ho aggiunto un po di contrasto giusto per rimuovere alcune zone ad alta luminosità.Questo processo chiaramente può essere fatto da chiunque ed ha lo scopo di ripristinare nell’immagine la profondità di alcuni dettagli.In questo modo noterete quello che realmente viene celato da anni,cioè che sulla luna vi è la prova dell’esistenza di una civiltà e che le agenzie spaziali hanno per anni manipolato le immagini che hanno distribuito al pubblico.
Questo ora è innegabile,è la prova di una civilizzazione sulla luna.

 


Fonte: viaggionelmistero.wordpress.com

Dichiarazione di Lord Martin Rees

Lord Martin Rees è il presidente della Royal Society, astronomo e consigliere personale della Regina d’Inghilterra.
Durante la prima conferenza National Science Academy ha dichiarato quanto segue:
“Chissà quante volte abbiamo guardato in faccia un alieno senza riconoscerlo! Il problema è che siamo alla ricerca di qualcosa di simile a noi, magari con una conoscenza matematica e tecnologica pari alla nostra. Purtroppo per troppo tempo abbiamo creduto in un universo governato dalle stesse leggi fisiche, di conseguenza la nostra mentalità limitata ed ottusa ci ha convinto che una probabile visita da parte di una razza aliena sarebbe stata impossibile, ma non è così e finalmente ce ne stiamo accorgendo.”

Questa dichiarazione lascia trasparire chiaramente l'intenzione di "avvisare" che probabilmente gli alieni sono già sul nostro pianeta!

Prove di vita aliena

Durante la trasmissione Voyager su Rai Due hanno trattato un argomento davvero interessante:

Parte 1:


Parte 2:


Parte 3:

Classificazione degli alieni e della loro presenza sulla Terra


Il presente articolo è stato ricavato da informazioni ricevute da un individuo che si qualifica come “Ex-Componente del Consiglio di Sicurezza Nazionale U.S.A.”

Dal National Security Council
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Le informazioni qui contenute sono di importanza
vitale per la sicurezza degli Stati Uniti
Solo per il personale autorizzato 
Top Secret Majic
 
Specie aliene classificate
Il numero attuale di specie aliene che ha contatti con il pianeta Terra è nove, con sette specie di stanza in maniera relativamente permanente. Contrariamente alle informazioni rilasciate dal governo, non tutte le razze aliene sono rappresentanti amichevoli della Confederazione Galattica Spaziale.  

Piccoli Grigi di Zeta Reticuli
Grigio di Zeta Reticuli
I piccoli Grigi provengono da Zeta Reticuli, vicino la stella Barnard, che fa parte del sistema di Orione. Sono molto piccoli (100/120 cm. di altezza), di colore grigio argento, non hanno sistema riproduttivo e digerente. Vengono creati attraverso un processo di clonazione per mezzo dell’ ingegneria genetica. Sono una razza molto antica e si sono riprodotti per migliaia di anni. Hanno grandi occhi neri a mandorla, una fessura al posto della bocca e due buchi in luogo del naso. Comunicano telepaticamente. Si sono evoluti oltre il processo di riproduzione sessuale così che i loro organi genitali e il tratto digerente sono totalmente atrofizzati. Non hanno la capacità di nutrirsi o di appagarsi con attività sessuali. Sono parenti stretti della famiglia degli insetti. I piccoli Grigi sono gli alieni coinvolti nelle mutilazioni di bestiame bovino. Essi assorbono certe sostanze da parti del bestiame bovino che li stabilizzano durante il processo di clonazione. Tali sostanze possono essere messe sotto la lingua per dargli sostentamento e stabilità per un certo tempo e provengono da membrane mucose: labbra, naso, genitali , retto ed anche da certi altri organi. Queste sostanze ghiandolari servono come nutrienti al posto del cibo. Mettere tali sostanze sotto la lingua non è l’unico modo di nutrirsi dei Grigi. Nelle mutilazioni di bestiame il sangue viene totalmente drenato dai corpi. I Zetas hanno nelle loro basi contenitori con organi di esseri umani e di animali immersi in un liquido ambrato. I Zetas nuotano nella mistura assorbendo i nutrienti attraverso la pelle. Utilizzano perossido di idrogeno nel processo di assorbimento e di eliminazione delle scorie. Il perossido di idrogeno aiuta anche a preservare la mistura di liquido e di organi impedendogli di putrefare. Le scorie, a causa dell’assenza di apparato digerente, vengono eliminate attraverso la pelle. I Zetas vengono a volte descritti come piccoli omini verdi, perché hanno la tendenza ad assumere una sfumatura verdastra quando non hanno ricevuto cibo sufficiente. Quando sono in questo stato essi sono molto perversi. I cloni di questi alieni possono essere prodotti abbastanza rapidamente riproducendo copie sintetiche. Posseggono una tecnologia molto superiore a quella umana e ciò ha condotto alla stipulazione di trattati con gli USA. I Grigi di Zeta Reticoli non sono padroni del proprio destino; sono, piuttosto, sottomessi ad una razza rettile del proprio pianeta. Essi cercano di liberarsi da questa sottomissione ma temono i loro padroni. Sembrano avere il desiderio di lavorare da vicino con gli umani nello sforzo di mantenere la libertà che hanno sul pianeta Terra e che non hanno mai sperimentato prima. Nel loro desiderio di mantenere quella libertà dai loro padroni rettili, essi sperano di rivestire il ruolo di padroni sul pianeta Terra. O di avere almeno abbastanza controllo così da essere al sicuro dalla schiavitù nei confronti di un’altra specie. Gli Zetas sono di due classi sociali : quelli capaci di rapporti più diplomatici con gli esseri umani e gli altri più diretti, schietti e grezzi. I Zetas desiderano l’aiuto degli esseri umani nel confronto che ci sarà con i loro padroni rettili in un futuro non troppo lontano (nei prossimi venti anni). In ciò si riferiscono al cosiddetto asteroide che è in viaggio verso la terra, su di esso si trovano, approssimativamente trenta milioni di alieni rettiliani.

Grigi di Bellatrix
Sono più piccoli dei Grigi di Zeta Reticoli e provengono da un sistema stellare prossimo alla costellazione di Orione chiamato Bellatrix. Sono più indiretti dei Zetas ma ugualmente spietati nei confronti degli esseri umani. I due tipi di grigi appartengono geneticamente alla stesso ceppo e a parte le diverse dimensioni sono assai simili tra loro.

Grigi alti di Orione
L’altro tipo di Grigi è alto tra i 7 e gli 8 piedi e possiede un grande naso. Hanno una base nelle isole Aleutine, recentemente sono stati visti in un parco della parte orientale della Russia. Queste creature sono ostili ma meno crudeli nei confronti degli esseri umani. Tentano di influenzare l’umanità attraverso il controllo politico. Possiedono poteri e tecnologie tali da permettergli di compiere azioni che appaiono miracolose. Nell’episodio russo una donna con una gamba deformata fu prelevata dai grigi di Orione e rilasciata a migliaia di chilometri di distanza con la gamba completamente guarita. I grigi di Orione danno l’impressione di essere benevoli nei confronti degli umani, ma sono pesantemente coinvolti nell’ingegneria genetica.. Essi usano gli esser umani come porcellini d’India per condurre vari esperimenti. Sono interessati al controllo dei terrestri attraverso i negoziati stipulati con i nostri governanti. I Grigi di Orione non provano sentimenti, emozioni o compassione, sono freddi calcolatori e guardano agli esseri umani come ad una razza inferiore, li considerano come un coltivatore considera la sua mandria. Sono paragonabili ai cannibali umani. La manipolazione genetica è lo strumento che essi utilizzano per impedire l’estinzione della loro razza.  

Rettiliani
I Rettiliani, detti anche draconiani, provengono dai pianeti della costellazione del Drago. Questa razza, di tendenza tipicamente minacciosa, è quella dietro a tutto il programma delle abduction. Hanno una genetica simile a quella dei rettili. Probabilmente la loro razza si è evoluta assumendo la forma umanoide partendo da forme primitive di vita rettile. Le razze dei Grigi sono governate a loro volta dalle menti rettiliane. 

Pleiadiani
Rappresentazione di Pleiadiani
I Pleiadiani sono parenti lontani della razza umana. Sono gli antenati della razza responsabile della creazione genetica degli esseri umani. Hanno uno sviluppo spirituale più elevato degli umani. Hanno capelli biondi e pelle chiara e sono alleati della confederazione spaziale ed intergalattica. Alcuni pleiadiani sono sottomessi ai grigi essendo stati rapiti da bambini o essendo discendenti di rapiti; questi sono stati allevati e addestrati dai grigi come loro schiavi. I Pleiadiani hanno avuto in passato molti contatti con i terrestri ma di recente hanno sospeso le loro visite alla Terra a causa di una legge spaziale che vieta loro di interferire nel destino delle altre razze, a meno che queste non mettano in pericolo le altre specie della galassia. Se ci dovesse essere la minaccia di una guerra nucleare essi interferirebbero allo scopo di scongiurarla. I Pleiadiani hanno più volte messo in guardia i governi terrestri dal pericolo rappresentato dai grigi.  

Uomini falena draconiani
Nella costellazione del Drago vi è un’altra razza di entità che in passato hanno visitato la Terra. Sono alti circa 8 piedi, scuri con occhi rossi (luminosi al buio) e con le ali. Essi sono all’origine delle leggende sui mostri alati ed i vampiri. Gli uomini falena non hanno molta influenza sulla Terra. Vivono nascosti in luoghi sotterranei e non desiderano attirare l’attenzione su di sé.

Deros/Teros
Vi sono altre razze sotterranee chiamate Deros e Teros. I Teros sono più amichevoli e vivono in tunnel sotterranei e qualche volta sotto il mare. La maggior parte delle leggende relative ai Troll ed agli gnomi traggono origine da queste creature delle Terra interna. Sono concorrenti dei grigi ma hanno qualità simili e non sono degni di fiducia.


Connessione Governo/Alieni
Il governo degli Stati Uniti si è servito del traffico internazionale di droga per reperire le risorse finanziarie utilizzate per la costruzione di basi sotterranee da destinare agli alieni. In cambio gli USA hanno ottenuto tecnologia avveniristica e la promessa che gli alieni si sarebbero astenuti da qualsiasi azione bellica nei confronti degli Stati Uniti e degli altri paesi della Terra. Gli alieni hanno fornito agli Stati Uniti ed all’Unione Sovietica armi a particelle, tecnologia laser e stealth, tecnologia dei supercomputer, informazioni sulla clonazione e la duplicazione genetica e sintetica di creature umane. La tecnica del viaggio interdimensionale è ancora tenuta segreta dagli alieni. Mentre conduceva trattati con gli alieni, in segreto il governo USA era alla disperata ricerca di un mezzo per contrastarli in caso di un loro attacco alla Terra. Il presidente Truman fece uno sforzo considerevole per contrastare gli alieni, ma all’epoca la tecnologia degli USA non era abbastanza avanzata da opporsi agli ET, pertanto l’unica scelta possibile era quella di stipulare accordi per prendere tempo. Un’altra scelta era quella di informare il pubblico, ma le conseguenze sarebbero state disastrose: molti avrebbero chiesto un’azione militare contro un nemico che il governo sapeva infinitamente superiore. Le armi nucleari non sarebbero state di nessuna utilità nel trattare con invasori alieni sul nostro territorio. Il governo ha quindi agito in quello che riteneva il modo migliore per l’umanità. Era di vitale importanza preservare la pace e nel contempo guadagnare informazioni su gli alieni da utilizzare contro loro stessi nel caso di un conflitto aperto. Il MJ12 ha fatto tutto il possibile per sviluppare una tecnologia adeguata (v. programma SDI di guerre stellari) da utilizzare contro gli extraterrestri. Ora vi è un dibattito in corso tra le alte sfere del potere: informare il pubblico o continuare a tenerlo all’oscuro? Finchè non verrà sciolto questo dilemma è relativamente azzardato rilasciare troppe informazioni sulla questione UFO/EBE. Molte fonti che rilasciano informazioni sono potenziali bersagli di intimidazioni o assassinio. Ma lo scenario attuale rivela che molte informazioni sono rilasciate dalle autorità e sono accettate dalla maggioranza delle persone. C’è il tentativo da parte del governo di esaminare se il pubblico sarebbe colto dal panico al pensiero di un’invasione aliena. Basti ricordare come reagirono gli americani alla trasmissione di Orson Wells nel 1938 : scene di panico e tentativi di suicidio (di cui uno riuscito). Esiste pertanto un piano per condizionare gradatamente le persone alla presenza aliena che utilizza il cinema e la televisione (Guerre Stellari, ET, Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo etc.). Tutti questi film presentano immagini e scenari che hanno lo scopo di condizionare la mente umana ad accettare quella che presto potrebbe essere la realtà. Il governo, tramite suoi agenti, supervisiona le sceneggiature di tali programmi. Ad esempio lo scenario proposto dal film “Alien Nation” condiziona la gente ad accettare l’idea dell’esistenza di alieni relativamente amichevoli che possono coesistere con le creature umane; La Guerra dei Mondi contiene lo scenario di alieni ostili; il film ET suggerisce alle persone di non essere paranoici nei confronti degli alieni che possono essere anche amichevoli. Le persone vengono insomma gradatamente condizionate alla possibilità di essere informate ufficialmente. Nel 1938 il pubblico non aveva la necessaria preparazione ed anche se gli alieni sulla Terra erano già una realtà, non era preparato per una semplice rappresentazione romanzesca! Solo oggi viene rivelato alle persone che esiste un piano per costruire una base lunare che servirà da punto di appoggio per una missione su Marte. E’ già esistita una base lunare nel cratere Copernico. Gli Stati Uniti hanno ufficialmente controllato la base fino al 1969 quando si apprese che gli alieni lavoravano con i sovietici e gli americani. La guerra fredda tra USA e URSS era una facciata per ricavare enormi somme di denaro utilizzate per altri scopi. 
La maggior parte di tali somme sono state utilizzate per lo sviluppo di nuove tecnologie ancora sconosciute al pubblico che potrebbero essere impiegate in un eventuale conflitto con gli alieni. L’approccio di Nicola Tesla è stato ignorato per molte decadi dagli Stati Uniti, ma è stato sviluppato ed usato nell’Unione Sovietica. Attualmente è utilizzato negli Stati Uniti come parte del programma “Guerre Stellari”. Il programma SDI è stato essenzialmente sviluppato per contrastare una minaccia aliena. I Russi hanno già cannoni laser, armi a raggio e certi tipi di settori schermati che possono essere usati per incontrasi con altri esseri umani senza essere monitorati dagli alieni. Gli alieni sono stati connessi anche con i russi ed i nazisti. Molta della tecnologia che i nazisti stavano sviluppando durante la II guerra mondiale fu concessa dagli alieni di Zeta Reticoli.

Addotti
I rapiti solitamente non riportano grandi benefici dalla loro esperienza, vengono utilizzati dagli alieni come porcellini d’India per la sperimentazione e a volte scompaiono permanentemente. Molti bambini scomparsi, infatti, vengono rapiti dagli alieni. La percentuale di rapiti rispetto alla popolazione mondiale ammonta all’1%. I rapiti vengono trasportati sulle navette aliene da un raggio antigravitazionale di colore blu. Il raggio blu soffoca le persone, in quanto risucchia l’ossigeno dalle cellule, così che esse sono vicine alla morte per un momento. All’arrivo sulla nave gli addotti vengono rianimati da un altro raggio che ripristina l’ossigeno nelle loro cellule. Molti rapimenti hanno una natura piuttosto crudele. I rapiti non vorrebbero ricordare quello che accade durante gli esperimenti clinici e gli esami. Gli alieni hanno una sonda che aspira attraverso il retto del rapito le feci che vengono esaminate per i loro scopi di ricerca. Esaminano il cibo che è stato ingerito ed i suoi effetti sulla salute della persona. Installano microchips attraverso il naso, dietro l’orecchio destro, la schiena, le gambe, mentre il soggetto è consapevole ma in stato di paralisi mentale e fisica. Gli alieni riescono a cancellare il ricordo dell’esperienza attraverso l’uso di iniezioni e droghe in aree specifiche del cervello. I grigi di Zeta Reticuli rapiscono creature umane e le usano per esperimenti genetici. Prendono le anime degli esseri umani, le mettono in repliche di questi e poi li rilasciano dopo averli alterati fino ad un certo punto. Loro sembrano essere la stessa persona- l’anima infatti è la stessa, il corpo è nuovo- ma certi aspetti della memoria e della personalità sono stati leggermente alterati. Molto di questo avviene in basi sotterranee. Quando una persona scompare per un certo periodo di tempo e poi riappare senza ricordare nulla esiste la possibilità che sia stata addotta. Gli alieni non considerano crudeli i loro atti. E’ semplicemente la loro cultura insolita. Loro rapiscono gli umani da secoli, considerano la Terra una grande fattoria e stanno allevando creature umane per il loro raccolto. Il soggetto di norma viene rapito ripetutamente e per linee di discendenza diretta. Il problema principale dei grigi è il processo di clonazione: la continua clonazione di copie indebolisce il DNA, così essi sono una razza in via di estinzione. Ciò ha incentivato il loro interesse nella creazione di un essere nuovo attraverso l’ingegneria genetica e l’utilizzo gli esseri umani o altre fonti per creare ibridi o rinforzare il processo di clonazione. Vi è ora un conflitto tra due fazioni all’interno delle agenzie statali. Una fazione afferma la necessità di lavorare con gli alieni per la costituzione di un governo unico mondiale e vede se stessa come il potere dietro il trono. L’altra fazione considera gli alieni una minaccia per l’umanità e desidera rilasciare le informazioni al pubblico allo scopo di prevenire gli alieni dal guadagnare il controllo del pianeta. I collaborazionisti degli alieni non vogliono che le informazioni vengano rilasciate, in quanto temono il biasimo delle persone che li riterrebbero traditori della razza umana e responsabili delle conseguenze della presenza aliena sulla Terra. Ci fu un tempo in cui i leader compresero che molti esseri umani erano stati sacrificati agli appetiti alieni. Essi avrebbero potuto interrompere i rapporti con gli alieni e rivelare tutto al pubblico o continuare l’opera di copertura. Non fecero la prima scelta. La minaccia aliena è l’unico notevole fattore che si oppone al tentativo di unire ed armonizzare le nazioni della Terra. Tale minaccia non proviene solo dagli alieni già presenti sulla Terra nelle loro basi, ma anche da quelli che sono in viaggio verso di essa. Lo sforzo cooperativo tra le nazioni della Terra è stato contrastato dagli alieni, tramite loro agenti, fomentando conflitti locali in certe aree e abbattendo Gorbachev e le sue riforme. Esistono molti soggetti impiantati con microchips nel corso degli anni ed essi ora sono stati attivati. L’approvvigionamento di risorse finanziarie per gli alieni che è stato estorto dai governi e dalle loro agenzie sta gradualmente diminuendo e ciò sta impedendo lo sviluppo di molti dei loro piani e progetti. Ciò li ha indeboliti. Vi è un conflitto occulto in corso. È su un livello di quieta competizione tra alieni e governi del mondo. Ma vi sono elementi umani che lavorano con gli alieni i quali stanno aiutando questi ultimi a riguadagnare il controllo che un tempo avevano sui governi.

Profezia di Fatima
Gli alieni affermano di avere l’abilità di vedere il futuro ed hanno provocato l’apparizione di Fatima. Prima che gli alieni lo rivelassero, una teoria di vecchia data del governo era che il terzo segreto di Fatima non rivelato riguardasse una guerra nucleare e le sue conseguenze. Tale profezia fu tenuta nascosta alle persone. Comunque quello che non fu rivelato era che la situazione aliena fu direttamente collegata dal MJ12 a questa profezia di guerra nucleare. In verità gli alieni speravano di creare instabilità sulla Terra in maniera tale che scoppiasse una guerra nucleare. Era loro intenzione provocare abbastanza devastazione sulla Terra da rendere il pianeta facilmente conquistabile trattenendo i pochi umani sopravvissuti come schiavi. Con la tecnologia in loro possesso possono eliminare la contaminazione radioattiva. Gli alieni avevano progettato di occupare ciò che rimaneva della Terra senza alcuna minaccia di dominazione umana. Ma lo scenario delle profezie di Fatima non è in nessun modo preordinato. Era piuttosto una tabella di marcia del piano alieno per conquistare la Terra. Era intenzione degli alieni darvi corso nel febbraio del 1990 ma ciò non fu scritto sulla pietra. Era semplicemente l’intenzione degli alieni di cominciare da tale data. Gli alieni credevano che in quella data le informazioni circa la loro esistenza sarebbero state rilasciate dal governo, così che gli esseri umani sarebbero stati preparati ad accettare l’inevitabile conseguenza. Essi avevano intenzione di innescare il conflitto nucleare preferibilmente nel medio oriente ove la gente si aspetta che l’armageddon cominci e poi, improvvisamente, avrebbero fermato l’escalation nucleare con la loro tecnologia atteggiandosi ad esseri divini che inaugurano il nuovo millennio. Vi è stato il tentativo di strumentalizzare il libro biblico della Rivelazione per creare l’apparenza della venuta di un nuovo messia. Ma la tabella di marcia aliena relativa all’Armageddon/seconda venuta del Messia è stata sconvolta dal venir meno del pericolo di un conflitto nucleare. Vi è stato il pericolo che ciò avvenisse all’inizio/metà degli anni ottanta ma il pericolo è stato scongiurato(vi è un qualche riscontro nelle dichiarazioni fatte all’epoca dal presidente Regan sulla possibilità che le nazioni della Terra si uniscano per combattere un attacco alieno?- n.d.a). Gli alieni hanno in effetti perso la loro finestra di opportunità. La gente non ha più paura di un conflitto nucleare e gli alieni usano poco il piano Fatima. Ma non lo hanno abbandonato del tutto (vi è un qualche riferimento alla recente situazione di tensione in Medio Oriente?- n.d.a). Vi è la minaccia di un’invasione di 30 milioni o più di rettiliani che controllano la razza dei grigi. Vi è un numero più piccolo di navette aliene dirette verso la Terra ma è nulla paragonato al piccolo planetoide diretto verso il nostro pianeta e che è grande approssimativamente quanto lo stato della Pennsylvania. Non viaggia più veloce della luce come le navette aliene ma contiene moltissimi alieni. E’ passato vicino alla Terra nel 1989 e ha fatto sbarcare sul pianeta alcuni alieni rettiliani provenienti dalla costellazione del Drago. Il suo ritorno è previsto approssimativamente per il 2020, dipende da ciò che avverrà nella costellazione del Drago. Il telescopio Hubble ha come obiettivo primario di seguire le sue tracce. La base di Dulce nel New Messico ha ora 100.000 alieni al suo interno. Altre 100.000 unità si sono spostate verso altre basi. Gli alieni continuano ad arrivare sulla Terra al ritmo di 20.000 al mese. La base di Ada, Oklahoma è molto attiva. I grigi stanno cercando di trasportare il più rapidamente possibile la loro razza morente sulla Terra, prima dell’arrivo del contingente rettiliano. Al momento il parere di coloro che stanno gestendo l’emergenza aliena è che i rettiliani hanno intenzione di invadere la Terra. Il MJ12 ritiene che essi, data la loro avanzatissima tecnologia, non possono essere contrastati con efficacia. Il prossimo potenziale scenario, in relazione alla prevista invasione, è il rilascio delle informazioni relative ai grigi ed alle loro basi sulla terra, ma queste informazioni verranno rilasciate in maniera tali che siano favorevoli al governo (un primo passo in tal senso è forse il rilascio del filmato dell’autopsia dell’alieno a sei dita e la notizia del recente avvistamento di UFO in Messico- n.d.a.).


I Draco Rettiliani non hanno realmente bisogno della Terra, ne prenderanno possesso semplicemente come punto strategico nella loro battaglia per conquistare l’intera galassia. I pleiadiani potrebbero ritornare sulla Terra se questo scenario dovesse verificarsi, il loro simbolo è un serpente che scala una vite (il cosiddetto caduceo?-n.d.a). Il simbolo dei grigi è un cobra. Quello dei Rettiliani è un drago. Attualmente negli Stati Uniti pochi conoscono metà della storia e pochissimi hanno l’intero quadro della faccenda.

mercoledì 17 novembre 2010

Esplosione atomica nel 2000 a.c.

Riportiamo un testo interessante. La fonte a fine pagina.



La civiltà dell’Indo
Tra il 2500 e il 2100 a.C. nella valle dell’Indo situata nell’attuale Pakistan fiorì una cultura che molti archeologi e storici non esitano a paragonare per magnificenza e splendore a civiltà come quella mesopotamica ed egizia. Come queste ultime la civiltà dell’Indo sorse lungo il corso di un fiume (l’Indo per l’appunto) e sviluppò concezioni urbanistiche a dir poco rivoluzionarie, che si concretizzarono nella costruzione di grandi città (che per l’epoca erano vere e proprie metropoli) i cui resti, visibili ancora oggi, forniscono una testimonianza fondamentale di che cosa significava nel mondo antico pianificare a regola d’arte un centro urbano di notevoli dimensioni. Le due più importanti città della civiltà dell’Indo erano Harappa e Mohenjo-Daro. La prima sorgeva a nord della valle la seconda verso sud-est. Per quanto si può giudicare dalle rovine riportate alla luce dalle spedizioni archeologiche, Harappa e Mohenjo-Daro erano città molto simili tra loro (ciascuna aveva un perimetro di oltre 5 km e contava, nel periodo di maggior espansione, una popolazione di 40.000 abitanti) e per le loro notevoli dimensioni sono considerate le città più grandi del mondo antico. Questi centri urbani dotati di comfort molto simili allo standard odierno (servizi igienici, riscaldamento, rete fognaria efficiente…) sono stati progressivamente portati alla luce solo nel 1944 grazie all’opera di Sir Mortimer Wheeler, allora Direttore archeologico generale dell’India, che fu il primo a constatare con meraviglia il livello tecnologico raggiunto dai popoli dell’Indo. Popoli che come spesso accade hanno lasciato un scrittura indecifrata a testimonianza della loro presenza. Questa scrittura è un vero e proprio enigma. Gli studiosi hanno classificato circa quattrocento segni, per lo più presenti su sigilli e iscrizioni, ma sicuramente ve ne sono altri ancora da classificare. La scrittura è di tipo pittografico, e tra i molti tentativi di decifrazione va sottolineato quello di un gruppo di linguisti finlandesi i quali sostengono che i segni non descriverebbero direttamente le cose ma corrisponderebbero ai suoni mediante i quali venivano pronunciati. Le iscrizioni sarebbero dunque molto simili a dei rebus, ma per risolvere la questione occorrerebbe una chiave di decifrazione, una sorta di stele di Rosetta che per il momento non è ancora venuta alla luce.


La furia devastante di Indra

Ma l’aspetto più misterioso di questa civiltà riguarda la sua improvvisa scomparsa. Fu una fine repentina, che la scienza ufficiale spiega con due ipotesi. La prima prende in considerazioneuna serie di successive e disastrose inondazioni del fiume Indo, responsabili di aver indebolito un popolo da tempo impegnato a contrastarle. La seconda chiama in causa le ripetute invasioni dei popoli Ari, e i segni di bruciatura trovati sui muri di Mohenjo-Daro, muti testimoni di una guerra cruenta, sembrerebbero confermare questa possibilità. Quando le genti arie raggiunsero la valle, provenendo da nord, vi trovarono una popolazione fiaccata, indebolita, che conduceva una vita di stenti nelle vecchie gloriose città ormai in piena decadenza. Gli invasori non ci pensarono due volte ed approfittarono dell’occasione innescando un violento conflitto. Nel Rigveda, testo sanscrito risalente al secondo millennio avanti Cristo, è scritto che il popolo di invasori Ari che giunsero in India intorno al 1500 a.C. erano guidati dal dio Indra, soprannominato “il distruttore dei forti”. Se fu davvero il mitico Indra a distruggere la città di Mohenjo-Daro, c’è da pensare che non ebbe certo la mano leggera. I corpi ritrovati nella città testimoniano che uomini, donne e bambini furono trucidati senza pietà. Gli scheletri e i muri dei palazzi ci rivelano anche che la città dovette subire una sorta di attacco finale che culminò in uno spaventoso rogo. Tuttavia qualcosa nella spiegazione convenzionale non torna.
Un'esplosione nucleare (forse)
In realtà Mohenjo-Daro fu distrutta da qualcosa di molto simile a un’esplosione atomica. A sostenerlo per primo è stato appunto David Davenport, un inglese nato in India ed esperto di letteratura sanscrita e di tradizioni popolari indiane. Per giungere a una simile conclusione Davenport è partito dal presupposto, peraltro condiviso da molti studiosi indiani, che i testi sanscriti non raccontano eventi mitologici ma fatti realmente accaduti ricoperti poi in seguito da una patina di mitologia. Da questo punto di vista i poemi epici come il Ramayana o il Mahabharata riporterebbero la descrizione di veicoli volanti di ogni forma e dimensione e di armi che farebbero invidia agli arsenali strategici delle moderne potenze nucleari. Ecco la descrizione tratta dal Mahabharata degli effetti di una di queste armi chiamata Agneya: “Un missile sfolgorante che possedeva lo splendore del fuoco senza fumo venne lanciato. All’improvviso una densa oscurità avvolse gli eserciti. Tutti i punti cardinali vennero avvolti improvvisamente nelle tenebre. Venti terribili incominciarono a soffiare. Le nuvole ruggirono negli strati superiori dell’atmosfera, facendo piovere sangue. Gli stessi elementi sembravano confusi. Il Sole sembrava girare su se stesso. Il mondo, ustionato dal calore di quell’arma, sembrava in preda alla febbre. Gli elefanti, ustionati dall’energia di quell’arma, fuggivano in preda al terrore, cercando un riparo che li difendesse da quella forza terribile. Persino l’acqua si riscaldò, e le creature che vivono nell’acqua parvero bruciare. I nemici caddero come alberi arsi da un incendio devastatore. Enormi elefanti, bruciati da quell’arma, cadevano da ogni parte. Altri, ustionati, correvano qua e là, e barrivano spaventosamente nella foresta in fiamme. I destrieri e i carri, arsi dall’energia di quell’arma, sembravano moncherini d’alberi consumati nell’incendio di una foresta. Migliaia di carri caddero da ogni parte. Poi le tenebre nascosero tutto l’esercito …” Il testimone oculare di quel terribile olocausto continua poi a descrivere gli effetti dell’arma devastatrice: “Incominciarono a soffiare venti freddi. Tutti i punti cardinali divennero chiari e luminosi. Poi noi contemplammo uno spettacolo prodigioso. Arse dalla potenza terribile di quell’arma, le figure dei caduti erano divenute irriconoscibili. Noi non avevamo mai udito parlare di una simile arma, né mai l’avevamo veduta”.A trasportare queste potenti armi, i cui effetti somigliano proprio alle conseguenze di un’esplosione nucleare, erano dei veicoli volanti che i testi sanscriti chiamano Vimana. Nel Ramayana viene descritto uno di questi ordigni volanti che consente a Rama (che è allo stesso tempo l’eroe del poema epico indiano e l’incarnazione del dio Visnu sulla terra), dopo una battaglia, di sorvolare per ben duemila chilometri il territorio che lo separa dalla sua città. La descrizione del paesaggio visto dall’alto è molto particolareggiata e qualcuno si è chiesto come facesse l’autore del poema a conoscere in dettaglio la geografia aerea di un territorio così vasto.

La fine della città di Mohenjo-Daro
Ma per tornare a Mohenjo-Daro, secondo Davenport, sempre nel Ramayana troviamo la descrizione di un episodio che potrebbe essere la cronaca degli ultimi giorni di quella città. Si tratta di un passo del poema in cui viene narrata la distruzione del Regno di Danda, identificato con la mitica città di Lanka, roccaforte di Ravana, il più acerrimo avversario di Rama. Lanka significaisola, e guardacaso Mohenjo-Daro si trovava proprio su un’isola nel corso del fiume Indo. La distruzione del reame di Danda prende il via da un atto di violenza sessuale perpetrato da Danda stesso nei confronti della giovane Araga figlia del Divino Rishi Bhargava. Questi per vendetta scatena la terribile potenza di Indra contro l’avversario. Ma lasciamo la parola al testo del Ramayana: “Commesso quel fiero e orribile misfatto, se ne ritornò Danda alla nobile sua città di Madhumanta … Avendo Danda per tal modo commessa un’opera atroce, ne ebbe quindi terribile castigo … ‘è giunta l’ora (qui è il Divino Rishi a parlare) dello sterminio di quell’insano e reo Danda e de’ suoi seguaci … d’ogni parte per lo spazio di cento yogani arderà Indra il reame di quel malvagio con una pioggia di polvere soverchiante. Quanti esseri si troveranno quivi, mobili ed immobili, tutti periranno in breve per quella pioggia di polvere; e per quanto si stende il reame di Danda, ogni qualunque altura diverrà infra sette giorni come un’immensa congerie di pioggia di polvere’ … e in sette giorni tutta quella contrada fu incenerita.” Da un’esplosione nucleare?

Le evidenze oggettive
Per Davenport è andata proprio così. Lo studioso inglese, però, non si è limitato a una semplice analisi filologica dei testi indiani. Si è anche recato in Pakistan, a Mohenjo-Daro, per cercare una conferma alle proprie teorie. Qui ha raccolto alcuni indizi e reperti interessanti che ha fatto analizzare scrupolosamente dagli esperti del CNR di Roma i quali hanno fornito un responso sorprendente. Gli oggetti da lui riportati (bracciali, anfore, pietre…) e raccolti nella zona della città che egli ritiene l’epicentro della presunta esplosione appaiono come fusi o per meglio dire vetrificati per effetto di un calore che gli esperti hanno stimato nell’ordine dei 1500 gradi, al quale è seguito un repentino raffreddamento. Non ci sono eventi catastrofici naturali in grado di provocare un simile effetto e tantomeno è possibile chiamare in causa le armi convenzionali dell’epoca. Un altro indizio importante è riscontrabile proprio sul luogo della catastrofe. Uno studio sulle rovine bruciate della città ha messo in rilievo che la loro diversa altezza in rapporto al presunto epicentro può essere spiegabile se si prende in considerazione l’ipotesi di una grande esplosione in quota che avrebbe prodotto un’onda d’urto tale da abbattere le abitazioni in relazione alla distanza. 

La traccia dei “visitatori” non terrestri
Dunque circa quattromila anni fa gli antichi abitanti dell’India sfrecciavano nei cieli a bordo di aerei non molto dissimili dai moderni cacciabombardieri e si fronteggiavano a suon di missili nucleari per dirimere contese territoriali e per riparare torti subiti? In realtà l’ipotesi di Davenport si spinge ancora più in là. Egli fa notare che il Ramayana e il Mahabharata affermano che i protagonisti delle vicende descritte dai testi sanscriti, cioè i popoli Ari e dravidici, non erano affatto in grado di pilotare i vimana da soli. A farlo, secondo Davenport, erano degli esseri extraterrestri.


Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net

Confessioni di Clark C. McClelland

All'interno della cabina di pilotaggio dello
Space Shuttle Columbia
Io, Clark C. McClelland, ex operatore specialista della Flotta Space Shuttle (former ScO, Space Shuttle Fleet) ho osservato personalmente un Extraterrestre (ET) alto dagli 8 ai 9 piedi sui miei monitor da 27 pollici mentre ero in servizio al Centro Spaziale Kennedy (Kennedy Space Center), al Centro di Controllo di Lancio (Launch Control Center, LCC). L'extraterrestre stava ritto nello spazio di carico utile mentre aveva una discussione con DUE astronauti americani della NASA agganciati. Ho anche osservato nei miei monitor il mezzo spaziale dell'ET mentre si trovava in un'orbita sicura e stabilizzata rispetto alla parte posteriore dei pods del motore principale dello Space Shuttle. Ho osservato questo avvenimento per circa un minuto e 7 secondi. Abbastanza a lungo per memorizzare tutto quello che stavo osservando. ERANO UN EXTRATERRESTRE ed una Nave Stellare Aliena!
A tutti coloro che hanno fede in ME, presento questo lavoro artistico per rappresentare quanto vidi molti anni fa al KSC. Era una creatura alta, dagli 8 ai 9 piedi. Aveva una forma corporea umanoide con due braccia, due mani, due gambe, due piedi, un torso snello ed una testa di dimensioni normali per la sua taglia.  Non potei determinare il colore della sua pelle. Sembrava avere ciò che apparivano essere due occhi, ma non abbastanza dettagliato per altri commenti.
Come comunicava? Non ne ho idea.  Muoveva molto le sue braccia. Quasi stesse dando istruzioni! Non udii comunicazioni vocali. Il casco non era grande quanto quello dei due astronauti NASA, ed aveva un'apertura per guardare avanti. Aveva una cosa piccola, forse un dispositivo per la comunicazione, attaccato sul lato destro del casco!
Non vidi serbatoi per l'ossigeno.  Aveva una larga cintura che sembrava avvolgerlo... Non pareva essere agganciato come lo erano i due astronauti, ai lati della struttura dello Shuttle. Non ho osservato nulla che apparisse essere un'arma. Il tempo di questa scena sbalorditiva fu di un minuto e sette secondi, misurai la durata sul mio cronografo da Astronauta.
Un mio amico più tardi mi contattò e mi disse che anch'egli aveva osservato un Extraterrestre alto dagli 8 ai 9 piedi ALL'INTERNO DEL COMPARTIMENTO PER L'EQUIPAGGIO DELLO SPACE SHUTTLE! Sì, all'interno del NOSTRO Shuttle. ENTRAMBE le missioni erano incontri TS (TOP SECRET) del Dipartimento della Difesa (Pentagono).
Con il mio background verificabile, non c'è Agenzia Governativa Federale che possa dire che io sono pazzo!
Sono un PIONIERE DEL PROGRAMMA SPAZIALE. Ho prestato assistenza nel lancio delle missioni Mercury, Gemini, Apollo, Apollo-Soyuz, Skylab, Space Shuttle, Deep Space, e della Stazione Spaziale Internazionale.
Ho ricevuto una convalida di reputazione da: Walter Cronkite,  dal Maggiore Donald Keyhoe, dal Direttore del NICAP, Richard Hall, dall'Assistente del Direttore del NICAP, Astronomo, Dr. J. Allen Hynek,  ecc. Ho servito come assistente dello Stato della Florida, come Assistente del Direttore KSC del MUFON, del Direttore del NICAP (National Investigations Committee of Aerial Phenomena) a Cape Canaveral ed al Kennedy Space Center (KSC). Ho ricevuto menzioni d'onore da Senatori statunitensi, Uomini del Congresso, Ufficiali militari e scienziati.
Infatti, questo assolutamente conferma ciò che il mio amico, l'astronauta Edagar Mitchell, dell'Apollo 14, ha recentemente e coraggiosamente divulgato!
Finora nella mia vita ho lanciato o sono stato testimone di 650 missioni!
Sono un esperto nel riconoscimento visuale di qualunque veicolo creato e messo in volo dalla razza umana, sia segreto sia non. So riconoscere un Extraterrestre ed un mezzo Alieno quando li vedo!
Sono stato Direttore dell'Unità-3 del NICAP, gli attuali X-Files a Cape Canaveral ed al Kennedy Space Center, dal 1958 al 1992! SÌ, gli ATTUALI X-FILES! Gli Alieni SONO QUI! Camminano tra NOI! Possono essere insediati nei NOSTRI vari Governi della Terra!
Ciò che io so, loro NON mi consentirebbero di pubblicare! Ho scritto almeno tre libri per divulgare la VERITÀ a tutti i membri della RAZZA UMANA! Mi trovavo sul punto principale di questo argomento, e mi sono incontrato con molti astronauti della NASA e non durante tutti gli anni in cui sono stato coinvolto nei programmi spaziali militari e della NASA, dal 1958 al 1992! Ho sentito di molte esperienze in cui Extraterrestri (ETs) sono stati visti sulla Luna, ecc. dagli astronauti della NASA ed ho riferito nei miei libri a proposito di queste cose e di molte altre.
La NASA non è un'AGENZIA SPAZIALE CIVILE! Il Pentagono possiede la NASA! Alcune missioni del DoD (Department of Defense, Dipartimento della Difesa) a cui partecipai erano TOP SECRET!  Quelle missioni trasportavano in orbita satelliti TS ed altro materiale per missioni spaziali dove diversi equipaggi s'incontrano con gli Extraterrestri (Ets)! Sono pronto a raccontare la mia storia, ma, dietro compenso.

Clark C. McClelland,
former ScO, Space Shuttle Fleet,
Kennedy Space Center, Florida.

Costruzioni artificiali sulla nostra Luna

Questo video è stato censurato dalla NASA e mai diffuso. Negli anni settanta è stato "rubato" e consegnato ad una emittente televisiva spagnola che aveva preparato questo SPECIAL.
Purtroppo, questo video non è potuto andare in onda e lo hanno sequestrato.
Diciamo che, poi... qualche tempo fa, qualcuno è riuscito a rientrare in possesso di circa metà di quella registrazione e una cosa giusta e corretta è mettere questo video online a disposizione di tutti per avere o farsi un'idea in piena libertà!
Questo video, da quanto dicono molte fonti, NON è un falso!

Triangoli volanti

Questa foto, per quanto potreste anche non crederci, è assolutamente autentica. Risale al 1986 ed è stata scattata durante la missione STS-61C.

Ora un'analisi trovata in:
http://www.angelismarriti.it/presenzealiene/aurora-shuttle1986.htm

SULL'OGGETTO TRIANGOLARE: LA FANTASIOSA SPIEGAZIONE NASA

La spiegazione fornita dai tecnici NASA – cioè che l'oggetto nero ritratto sarebbe un pezzo di isolante termico che fluttua vicino allo Shuttle Columbia – è a mio avviso un po' fantasiosa. Basta confrontare l'oggetto con le mattonelle isolanti che ricoprono lo Shuttle. Da dove si sarebbe staccato questo materiale isolante? Dallo Shuttle? E poi basta rendersi conto delle sue dimensioni. Quasi certamente l'oggetto che si staglia contro il meraviglioso blu del nostro pianeta, è grande diversi metri, non certo pochi centimetri. E se anche fosse una delle circa 31 mila mattonelle di silice attaccate alla struttura – costituenti lo strato protettivo isolante (il Thermal Protection System, in breve TPS) – e staccatasi dalla navicella americana, ciò avrebbe comportato seri problemi in fase di rientro del mezzo. Come poi effettivamente accadde il 1° febbraio 2003 e proprio allo Shuttle Columbia (missione STS-107), che si disintegrò sopra il Texas e precipitò in una miriade di pezzi infuocati a causa di un danno al TPS, procurato giorni prima durante il lancio. La maggior parte delle mattonelle protettive che rivestono lo Shuttle americano sono denominate “LI-900 silica tiles”, e sono costituite da una combinazione di materiali: sono composte soprattutto da sabbia di quarzo molto puro, resa rigida da altre sostanze. Il distacco di una di esse comporta gravi rischi in fase di rientro dell'orbiter Shuttle. Invece l'equipaggio STS-61C del Columbia, nel gennaio 1986, ritornò a terra sano e salvo. Inoltre esisterebbe un'altra foto – catalogata STS-61C-31-003 – che ritrae un analogo nero oggetto triangolare. Dunque o si tratta dello stesso oggetto, fotografato in tempi diversi e da diverse prospettive, oppure lo Spazio è pieno di mattonelle isolanti che fluttuano. Dalla foto NASA si nota tutta la simmetria dell'oggetto, che più che una mattonella sembra proprio uno spazioplano a delta.

mercoledì 10 novembre 2010

Segnali da astronavi attorno a Saturno

In una intervista al dottor Norman Bergrun da parte di un ricercatore e giornalista di "UFO Magazine", è trapelata la notizia che "Il segnale captato dalla sonda Cassini proveniva dalle astronavi aliene in orbita su Saturno!" (qui, nell'immagine, vedete appunto il segnale registrato dalla Cassini)
Ma chi è Norman Bergrun? Bergrun ha lavorato come ricercatore alla NASA per 12 anni, poi è andato alla Lockheed Missili e Space Company (ora Lockheed Martin), dove era responsabile della pianificazione e analisi delle prove di volo per la Marina di lancio dei missili Polaris. Durante i suoi tredici anni alla Lockheed, egli ha anche servito in qualità di scienziato responsabile per le applicazioni satellitari e spaziali Norman Bergrun aveva intrapreso uno studio dettagliato di immagini della NASA provenienti dalle sonde spaziali Voyager 1 e Voyager 2 relative a fotografie degli anelli di Saturno. Egli ha scoperto come gli anelli sono formati da emissioni elettromagnetiche emergenti da gigantesche veicoli (EMV) e che questi sono controllati da una forma di intelligenza extraterrestre. In uno studio pubblicato sul suo libro "Ringmakers of Saturno" mette in risalto ricerche effettuate su molte immagini fotografiche a colori provenienti da Saturno ma di fonte NASA. Al Dottor Bergrun vanno le congratulazioni della comunità di ricercatori, per le sue migliaia di ore di studio e la documentazione delle sue conclusioni.

I velivoli nei pressi degli anelli

"I misteriosi segnali captati dalle sonde spaziali come le vecchie Voyager 1 e 2 e la super tecnologica Cassini Huygens, sono la dimostrazione della presenza di giganteschi veicoli spaziali che sono operanti nelle vicinanze di Saturno, il secondo pianeta più grande del nostro sistema solare. E non solo! La presenza di tali veicoli ET è sicuramente uno dei più importanti ... segreti di scoperte fatte nello spazio. Grandi veicoli cilindrici, appartengono ad una sconosciuta e altamente sofisticata civiltà extraterrestre; questi sono presenti anche nelle regioni di Marte e Luna." (N. Bergrun). Una enorme ombra di un'astronave aliena che si proietta sul suolo di Marte. Nel 1996, il grande telescopio spaziale Hubble era alla ricerca di nuove Lune su Saturno e Giove. Ma quel giorno il telescopio ha avuto modo di fare delle fotografie a infrarossi di Saturno e proprio sulle quelle fotografie, sono stati scoperti misteriosi veicoli, di origine sconosciuta, che potrebbero essere Astronavi madri o comunque un certo tipo di grandi vettori di trasporto alieni. 
Una di queste misteriose astronavi sembra avere un diametro simile a quello della Terra e un'altra ha più di cinquantamila chilometri di lunghezza! Nel suo libro "Ringmakers di Saturno", il dottor Norman R. Bergrun, in collaborazione con Walter Vincenti, professore emerito di aeronautica e astronautica presso la Stanford University, ha descritto gli anelli di Saturno, che in realtà non sono del tutto naturali ma artificialmente costruiti dalle gigantesche astronavi cilindriche ET- veicoli operanti nelle vicinanze del pianeta. Chi sta facendo e creando questi anelli e altri dispositivi artificiali nel nostro sistema solare? Qual è il motivo di tutto questo? Non dimentichiamoci che il Colonnello Philip Corso, nel 1947, ebbe un incontro con un essere ET. In questo incontro, Corso chiese da quale pianeta venissero e quali erano i loro scopi. La risposta era: "Noi siamo I CREATORI". Noi siamo anche chiamati IGIGI". Loro sono quindi i creatori di Mondi? Se leggiamo gli antichi testi Sumeri (Enuma Elish), i famosi Nephilim erano descritti come i Guardiani e Creatori dei Mondi. Non sembra che desiderino contattarci per ora. Ma qualcosa si muove nella direzione giusta.
Tutti sappiamo che si tratta di esseri e civiltà extraterrestri altamente avanzati, in grado di creare cose incredibili nel nostro sistema solare. Per il loro aiuto hanno enormi veicoli che possono essere misurati in diametri di pianeti come la Terra. Un veicolo ET di una tale enorme dimensione ha la capacità di sostenere tutta una civiltà. 
Sono anche in grado di creare gli anelli intorno a pianeti enormi come Saturno o Giove e di creare satelliti o lune intorno ad essi. Pare anche noi siamo parte di questo grande progetto. Che cosa si può interpretare da ciò?


Tratto da: MisterobUFO
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